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3 maggio 2022 IL CONTROLLO DI GESTIONE PER IL SUCCESSO DELL’IMPRESA

Clicca sul link per vedere l’intervista: 3mag22 IL CONTROLLO DI GESTIONE PER IL SUCCESSO DELL’IMPRESA Intervista al Prof Giuseppe SALVATO – YouTube

IL CONTROLLO DI GESTIONE PER IL SUCCESSO DELL’IMPRESA è stato il tema dell’intervista del 3 maggio 2022 di Cesare Lagna, fondatore di Società dei Progetti, a Giuseppe Salvato, esperto di controllo di gestione, per trovare nuove chiavi di lettura su come unire il giusto approccio mentale e operativo affinché si abbia un buon controllo nella gestione dell’Impresa, passando dai numeri per arrivare al confronto con le Risorse Umane che la compongono, che sognano e realizzano un successo che può produrre ricchezza personale ed economica individuale, ma anche sociale.

  1. Cosa è il controllo di gestione e a cosa serve?

Il controllo di gestione è un’attività antica nata con le esigenze delle grandi fabbriche di produzione e successivamente diffusa alle attività commerciali e di servizio. Negli ultimi anni, invero, si incomincia a sentire l’esigenza di far bene i conti in tasca anche nella piccola impresa. Seppur occorra una certa sensibilità, non è materia da super-specialisti e nelle PMI coinvolge direttamente il vertice aziendale, perché è attività strategica, quindi direttamente connessa al processo decisionale: è infatti necessario per tutte le aziende programmare un budget, effettuare un’analisi del ritorno degli investimenti, calcolare la marginalità di prodotto e l’incidenza dei costi fissi organizzativi, nonché valutare i flussi di cassa, anche predittivi, e il punto di pareggio settore per settore… Insomma, tante informazioni che altrimenti rischiano di perdersi!

 

  1. Cosa contraddistingue il controllo di gestione dall’attività amministrativa tradizionale?

La contabilità e il bilancio sono rivolti al passato, il CdG è rivolto al futuro. La contabilità è organizzata al fine di fornire un adeguato calcolo dell’imponibile fiscale allo Stato, prediligendo quindi la precisione alla tempestività dell’informazione, mentre il CdG capovolge questo paradigma e predilige la tempestività alla precisione, dovendo fornire ogni informazione utile per decidere nel breve come nel lungo termine; utile per correggere la rotta in corso d’anno e non quando l’esercizio si è concluso.

 

  1. Perché il controllo di gestione è utile nelle PMI?

Le PMI sono soggette alle turbolenze ambientali più delle grandi imprese e se è vero che sono contraddistinte da una più elevata velocità decisionale, purtroppo è altrettanto vero che sono strutturalmente più deboli e soggette ad un maggior rischio gestionale. Ogni organizzazione, d’altronde, ha un’esigenza legata alla programmazione delle proprie attività e si può realizzare ciò grazie ad un’attenta attività di budgeting fondata, per l’appunto, sui dati forniti dal CdG.

 

  1. Ci può essere una effettiva confusione tra le finanze aziendali e quelle personali nelle PMI? Come risolverla?

Forse questo è il rischio più grande per una PMI e un’accorta attività di controllo gestionale mira ad anticipare l’insorgenza di un tale problema che, ahimè, quando esiste si protrae nel tempo; anche per anni. Le abitudini, si sa, sono dure a morire. Purtroppo solo attraverso un’analisi dei flussi di cassa, anche predittiva, si ha consapevolezza piena su come si muove nel tempo il denaro di un’azienda e, ancora una volta, non sono le attività contabili tradizionali a fornirci le risposte che servono all’imprenditore. Calcolare la corretta retribuzione per l’imprenditore è compito del CdG.

 

  1. Possiamo descrivere un caso pratico applicato ad una tipologia di impresa sino ad oggi non educata al controllo di gestione?

Il farmacista ha vissuto per anni, decenni, una condizione privilegiata in cui bastava aprire la saracinesca della farmacia per far affluire più denaro di quanto se ne potesse spendere. Oggi non è più così e il titolare di farmacia paga lo scotto di una vera e propria ignoranza riguardo i temi economici e finanziari della gestione. Ad esempio, non conosce il punto di pareggio tra costi e ricavi della propria azienda, meglio se suddivisi reparto per reparto, e non sa da dove partire se ha intenzione di incentivare i propri collaboratori o se deve investire nel magazzino automatico piuttosto che nell’assunzione di un nuovo dipendente. Ecco, mi posso vantare di aver sviluppato la prima piattaforma in Italia, che ho chiamato Pi.Co, acronimo di Pianificazione e Controllo in farmacia, la quale permette, attraverso pochi dati, di sviluppare un’approfondita consulenza in tema di controllo di gestione alle farmacie.