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QUANDO È IL MOMENTO PER CHIAMARE UN CONSULENTE

PREMESSA NECESSARIA

Quando è il momento per chiamare un consulente? Queste riflessioni sono rivolte all’imprenditore sicuro di sé; a quello che conosce ogni cosa della creatura che sta guidando e che, magari, ha creato dal nulla; ma anche a quello che ha idee chiarissime circa il proprio futuro e le proprie scelte.

A questo invidiabile individuo, a cui va tutto bene e che non sbaglia mai un colpo, voglio esprimere qualche pensiero e le mie attenzioni. Non credo che rappresenti la maggioranza della categoria, ma di gente così ne ho incontrata sulla mia strada; e l’interrogativo che mi frullava nella mente era sempre lo stesso: che significato posso dare al mio lavoro di consulente vissuto in simili aziende?

QUATTRO DOMANDE

A tal proposito mi vengono da porgere all’imprenditore quattro quesiti, che considero essenziali per valutare come il suo potenziale organizzativo possa, nel tempo, produrre valore nella realtà quotidiana:

  • Sai perché stai andando bene?
  • La tua organizzazione è idonea ad affrontare cambiamenti improvvisi?
  • La tua squadra può giocarsela in un campionato di categoria superiore?
  • Nella tua azienda la fame di risultati è costante e diffusa?

Se il mio interlocutore ha risposto sinceramente e in modo univocamente chiaro o affermativo, se c’è coerenza tra i responsi e questi riconducono tutti a fattori interni e non a circostanze estemporanee, allora non c’è altro da fare che porgere i complimenti e andar via, data l’inutilità di qualsiasi intervento esterno. Se, però, si manifesta qualche crepa nelle risposte, forse uno sguardo da una posizione indipendente può essere opportuno e, talvolta, salvifico. Il momento per chiamare un consulente è adesso.

Proprio così; perché quando le cose non vanno come l’imprenditore pensa o, viceversa, la sua azienda è nelle condizioni di cogliere delle opportunità che si prospettano, di solito costui non si arrende e accelera; si impegna maggiormente, aggiunge determinazione a determinazione (non ha fatto così per arrivare dove è già arrivato?), non accorgendosi di un’evidenza semplicissima: fa di più ma non cambia metodo, non muta il suo stile. È la testimonianza del radicamento delle abitudini, tipico di ogni essere umano. Ma forse un mutamento è davvero necessario in quell’istante, bello o brutto per la vita di un’impresa, e un punto di vista terzo può essere realmente prezioso.

CONCLUSIONI

Di fronte a scenari complessi non possiamo confrontarci solo con noi stessi, in quanto la nostra esperienza è una, e non eccezionalmente unica: un coro di voci, quindi, è più armonioso del canto del solista. Una visione strategica emerge dal confronto, non da un’unica mente, ed è necessaria per prevedere e anticipare i cambiamenti, anche quando tutto sembra andare per il verso giusto. La pluralità di idee e di informazioni permettono di affrontare al meglio la complessità e un consulente non è un lusso o uno spreco quando si viaggia col vento in poppa; in caso contrario, attenti a non ridursi quando ormai è troppo tardi, perché i miracoli non li sa fare.

Tornando alle quattro domande, provocatoriamente mi verrebbe da chiedere a questo eroe del lavoro: se non sai perché vai bene, come fai a sapere perché vai male? Ecco, adesso sai quando è il momento per chiamare un consulente!

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